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Il mio primo articolo del blog

Come dice un mio amico senza fissa dimora: ce la possiamo fare.

— Giuseppe.

Questo è il primo articolo sul mio nuovo blog. Ho appena iniziato a mandare avanti questo nuovo blog, quindi resta sintonizzato per altre informazioni. Abbonati qui sotto per ricevere una notifica quando pubblico nuovi aggiornamenti. Se non vuoi abbonarti non iscriverti, insomma fai quello che ti pare.

Ностальгия

Nostalghia. I russi malinconicamente si chiedono…dove è finito il mio adorato Mac? Il prossimo Mac potrebbe essere Mac Don dal nome del fiume, basta togliere un po di lettere. Ma in fondo che ci vorrà mai a fare un panino? Per fare un panino, innanzitutto ci vuole il grano…e io voglio che me lo paghi in Rubli. Morti, distruzione, menzogne di ogni tipo sulla santità di uno e la demonicità dell’altro. Kirill ha le idee chiare, peccato poco in sintonia con gli altri metropoliti ortodossi. Notizie da Svobonyj: il mio amico è partito per un altro cantiere verso fine maggio farà ritorno dalla Russia. Gli affari come vedete…The Show Must Go On

Soldi, soldi che continuano a scorrere sotterraneamente alla carneficina. Elvira che dice: guarda che non possiamo andare avanti così. E lo Zio risponde: ma certo che possiamo, fammi giocare un altro poco. Ricordiamoci di questi momenti perché il mondo che abbiamo conosciuto non ci sarà più. Stiamo assistendo a un atto di una sanguinosa rappresentazione di Shakespeare. Quando tutti gli attori di questa tragica commedia saranno gonfi di potere, sangue e soldi rimarrà solo una cosa.

Nostalghia.

Houston, we have a problem…

Ok, rispolvero una copertina che pubblicò Furry77 su un noto sito di finanza on line.

https://www.finanzaonline.com/forum/obbligazioni-titoli-di-stato/1689146-ven-27-us922646as37-vol-43-gold-dollar-oil-other-stories.html

Che ci crediate o no tra i file cedutimi in comodato d’uso da parte di Furry77 c’era anche la versione “russa”. Ovviamente oggi calza a pennello. Lo zio Putin vuol farsi pagare il gas solo in rubli. Una manovra che posticipa solo una serie di problemi; però davvero affascinante. La Nabiullina (Governatore della Banca centrale della Federazione Russa) aveva rassicurato, nella precedente crisi, che la caduta del prezzo del petrolio (e del rublo) era compensata dalla possibilità di incamerare dollari. Oggi lo Czar vuole riaffermare il valore della sua moneta. Niente euri ne dollarozzi. Solo Rubli. Questo dovrebbe farvi pensare sul diritto di ogni nazione di battere moneta e regolarla al suo interno. Alcune nazioni hanno de facto “dollarizzato” la loro economia e i vantaggi non sono stati così esaltanti. La teoria dell’MMT è IMHO ancora molto valida. Non c’è niente di meglio di un evento traumatico come la guerra per capire cosa intendono per ordine mondiale “i signori della moneta”. E di come i soldi che hai non sono veramente tuoi.

Fiat money. (che tanto i ricambi si trovano anche dal tabacchino).

Mi perdoni Whitney ma non ho resistito.

Gaz Irae.

L’Orso ha mostrato a tutto il mondo i denti. L’Orso vuole far capire che non ha paura di uno scontro da “arma finale”. Quello di cui voglio parlare è un aspetto della persona di Vladimir Putin. Putin è un uomo figlio del secolo scorso, un uomo del Kgb e di quel modo di rapportarsi con l’esterno tipico di quegli anni. Lo Czar ha dimostrato Urbi et Orbi che la new economy è fragile e che la guerra cibernetica non è tutto. Infatti ha sferrato un attacco in pieno stile Old War. I moscoviti e gli oligarchi sparsi in tutto il mondo (e gli stranieri in Russia) hanno capito la differenza fra un pezzo di plastica (carta di credito) e le banconote o qualunque altro valore largamente riconosciuto (oro) che sfugga dalle mani dei cosiddetti “regulators”. Senza un valore “vero” fra le mani, in balia di altri che controllano il denaro elettronico semplicemente si smette di esistere. Non è un caso che l’Orso ricattando l’Europa con una commodity old-style come il gas riesce a tenere a bada le pulsioni dei falchi della Nato (Otan). Alternative? Algeria? Qatar? Altre situazioni problematiche e spesso inaffidabili nel long term. Pochi giorni fa ero giunto all’idea, che nell’ambito della divisione mondiale di zone di influenza, gli Stati Uniti rispolverassero una versione del cortile di casa ammorbidita (dottrina di Monroe) andando a bussare alla porta dell’aborrito Venezuela. Taaac.

Probabilmente il tempo oggi è Maduro.

The Roaring Mouse.

Mentre l’Orso russo gioca con il rubinetto del gas, l’Europa fa da pesce in barile; intanto Biden minaccia cose grosse. Quali cose grosse? I nomi chiave come dice il Mago Otelma sono: Swift, Cips, Spfs. Gli occidentali (leggi gli Stati Uniti) minacciano l’esclusione dal sistema di interscambio/clearing Swift. Uno standard internazionale piuttosto vetusto che inizia a scricchiolare. Già una decina di anni fa mi ero chiesto se i paesi Emergenti, Brics in testa, erano disposti a sopportare la tirannia degli Stati Uniti in tal settore e sino a quando. A seguito degli attentati alle Twin Towers del 2001 il sistema Swift, fu gentilmente “invitato” dagli Stati Uniti a un disclosure di tutti i dati; insomma si era calato le braghe rendendo disponibili tutti i movimenti bancari che transitavano nel mondo. Quindi tutti i flussi finanziari, anche quelli coperti offshore, erano visibili in chiaro agli Ammericani.

Oggi questi paesi sono sempre più interessati a disfarsi del sistema Swift e guardano con interesse il sistema Cinese (Cips) e quello russo (Spfs). Bannare dal sistema le banche di un paese (vedi Russia) non è una grande idea e questi paesi non subiranno i diktat occidentali come fece il Belize a suo tempo. La Cina è il vero competitor mondiale per gli Stati Uniti e buttare Putin tra le braccia di Xi Jinping è una mossa davvero miope.

L’Ucraina non vale tanto.

Night Delivery.

Avrei voluto evitare di ricordare questo post dell’anno scorso ma ci stiamo arrivando di nuovo. https://rebussicstantibus.home.blog/2020/12/19/distancing-nativity/

La fuga. L’unica salvezza dall’ingiustizia e la tirannide imperante. Fuga chissà dove. Dove l’Erode di turno non ci può raggiungere. Una pausa per prendere fiato nella nostra fuga in “Egitto”. I re Magi ci consegnano generi di conforto. Speranze vane in un mondo senza pietà. Illusioni. La Sacra Famiglia l’avrebbero geolocalizzata in un baleno, catturata e “rieducata”.

Facciamo finta di niente e se possibile regaliamo un sorriso. In ogni caso questa “cartolina” in tema “gingolbel gingolbel, gingol oll de uei” l’avevo già preparata e la mando a tutti voi con affetto. Un abbraccio.

Zipgong

Frozen.

No, non è il cartone animato. C’è ben poco da sorridere. La copertina odierna non ha richiesto praticamente nessuna elaborazione grafica. Nello screen shot del telefonino sono le ore 06.32 a Svobodnyj nell’estremo oriente russo e il termometro segna i -25°. L’ amico che mi ha inviato questa immagine è in un campo petrolifero “vicino” a Svobodnyj. La parola vicino a quelle magnitudo di distanze fa quasi sorridere. Quando ho ricevuto il messaggio con la schermata qui era ormai notte. Il ragazzo era uno dei miei più cari collaboratori di quando avevo uno studio di grafica tridimensionale avanzata. Per guadagnarsi il pane, adeguato al suo skill, ha girato mezzo mondo. Realizzammo i primi 5 minuti di cartone interamente 3d e un essere umano donna interamente riggato. Era il 1999. Oggi il renderizzato in real time è ormai equiparabile al post-renderizzato di allora. Il trailer di quel film che non si fece mai andò in onda su Canale 5 durante il TG5 in pieno peak-time. Il servizio giornalistico era di Anna Praderio. Quando feci il giro degli investitori interessati capii subito che non era quello che cercavano. Noi eravamo motivati ed innovativi, promettevamo di costruire una factory italiana 3d. “Loro” volevano una start-up che si presentasse bene e web oriented. In quel momento anche chi produceva preservativi diceva faccio condom-web. In poche parole cercavano una società giovane da quotare velocemente in borsa e poi lasciare il cerino in mano ai poveri sottoscrittori di quei titoli junk.

Tornammo a fare cose più tradizionali. L’esperienza ci fece capire che l’Italia non era un paese per…nessuno. Oggi i “profughi” di quel luminoso momento sono quasi tutti emigrati e non fremono dalla voglia di ritornare. Ma oggi siamo in una nuova gloriosa alba di digitalizzazione della nazione con tecnologie avanzate.

Avanzate a qualcuno.

Dark Door.

Mille porte si aprono dietro le nostre spalle. Porte elettroniche malevole. Seguo, sulla TV, una trasmissione che inneggia all’A.I. e ai magnifici benefici che ne avremo. Dopo l’entusiastico panegirico sulla cornucopia di sublimi vantaggi che ci pioveranno magicamente addosso…due righe distratte sulle questioni etiche. Una classica foglia di fico. Ma giusto per buttarla lì. Il responsabile del nostro Paese presso la Commissione Europea sulle problematiche dell’intelligenza artificiale preconizza un futuro prossimissimo in cui ogni oggetto che ci circonda succhierà dati dalla nostra esistenza. Tutti, dice proprio tutti gli oggetti. Mica solo i computer, gli smartphone o gli elettrodomestici…ma sedie, lampadari, mobili, piastrelle, la spesa giornaliera. Sarete sorvegliati dal vostro comò che con la complicità della lavatrice passerà informazioni all’aspirapolvere dietro una soffiata del tappeto.

Quindi attenti a tutto. Anche in bagno non siete più soli.

Mao Matrix

Le disuguaglianze aumentano. Zone del paese sono sempre più prospere mentre altre languono miseramente. La gente ricca è sempre più ricca e i poveri scivolano sempre più giù. Gli operai iniziano a rumoreggiare ed arrabbiarsi. Ci sono agitazioni un po’ dovunque.
Roma, Parigi o dove? No. Stiamo parlando della Cina. Ebbene sì il caro condottiero Xin Jinping si è accorto che non tutto fila liscio nel paese di molto-molto lontano.


Certo per Pechino tutto ciò non è tollerabile. Gli operai che protestano in uno stato comunista dove credono di essere? Ma il buon Xin sa come mettere tutti in riga. Lo ha fatto con gli Uiguri e con i dissidenti di Hong Kong. Anche i ricchi devono stare in campana perché c’è un rigurgito maoista; Xin Jinping ha recentemente rispolverato il dimenticato libretto rosso. Arricchirsi è glorioso, ma non troppo. Ma la stretta dello Stato si abbatte su tutti e in molte città cinesi il riconoscimento facciale, gestito da telecamere comandate da algoritmi è la norma. Questo sistema fra poco sarà anche in grado di interpretare lo stato d’animo e capire se si sta tramando qualcosa contro “l’ordine sociale”. In alcune città in particolare vige il sistema dello “score” (SCS-Sistema di Credito Sociale); un sistema a punti. Più sei un bravo e rispettoso cittadino e più cose lo Stato ti lascerà fare. Anche cose semplici che noi diamo per scontate: prendere un treno per uscire fuori dalla provincia, comprare un televisore, possedere un telefonino o un computer, andare dal medico, ect… Avrai il guinzaglio sempre stretto intorno al collo….e la museruola. Il sistema riceverà una valanga di dati che gli perverranno da ogni device personale o pubblico, verrai rankizzato e ti autorizzeranno o meno a fare ciò che il sistema troverà opportuno. La Cina é una gigantesca idrovora di dati e come un buco nero non si sa dove finiscono; li prende con l’inganno anche dagli altri Stati. Siete preoccupati? Ma, no…qui in Europa è tutta un altra storia.


Basta crederci.

https://www.ilpost.it/2020/12/20/cina-huawei-riconoscimento-facciale-uiguri/


https://www.wired.it/attualita/tech/2021/03/03/cina-controllo-riconoscimento-emozioni/


https://st.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-05-29/operai-cinesi-sciopero-pechino-191000.shtml?uuid=AYo62QuB

Silent Agony

Nessuno si cura della muta agonia dei pesci, pare citasse un politico. Viviamo in una bolla che ne contiene svariate…bolle politiche, finanziarie, sociali e noi ad agonizzare. Chissà chi si ricorda la colonna sonora della pubblicità del link di you tube ? Oltre al brevissimo e splendido pezzo musicale la pubblicità citava un passo dell’Elogio della Follia di Erasmo da Rotterdam. Oggi l’azienda di quella pubblicità ha dichiarato che produrrà solo quello che gli verrà espressamente ordinato. Triste parabola. Giusto adesso pensavo alla parabola di una persona conosciuta quando lavoravo in pubblicità nella “Milano da bere”. Lui era uno dei padri di quello spot. Le nostre strade si separarono presto; ebbe una carriera fantastica arrivando al gotha di un grandissimo network dell’advertising mondiale. Poi si accorse che non poteva vivere tutta la vita avanti indietro su degli aerei. Adesso si è ritirato a vita privata e (caso emblematico) nel suo ruolo non è stato sostituito. Attualmente si occupa di problematiche sui conflitti religiosi.

Amen.

Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell’uomo più passione che ragione perché fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un’eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della Follia.
Elogio alla follia, Erasmo da Rotterdam

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