The Pledge.

Il pegno degli anni 60…previsioni per l’anno 2000. Per quel tempo, mi dicevano, il mondo sarà qualcosa di mai immaginato. Una distopia meravigliosa. Le auto voleranno, energia atomica anche nel frullino, il raggio della morte, mangeremo pillole come gli astronauti, andremo a visitare nostro figlio nel college su Aldebaran, ect…Sogni di un bambino degli anni 60…ma anche degli adulti. Nelle riviste tecniche di mio padre (elettrotecnico di mamma Rai) vi erano prefigurati orizzonti infiniti con illustrazioni fantascentifiche. Gagarin era il mito che ci spingeva a pronosticare, che nel futuro (oggi) per l’uomo non vi sarebbero stati più limiti nello spazio e nel tempo. Era una promessa, un pegno che pensavamo sarebbe stato rispettato.


Oggi. Tutto questo rimestare nel “nuovo” prossimo venturo mi suona tanto di ennesima fregatura. Sarà un mondo fantastico e come diceva Lucio Dalla “ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno” si mormorava anche di un Natale triplicato. Svolta green, digitalizzazione, modernizzazione ad ogni costo, soprattutto sulla vostra pelle. Controllo facciale, biometria anche sul cesso di casa, software di analisi del comportamento, score del bravo cittadino…chi è che diceva…la Cina è vicina?


Cosa rimane delle previsioni ingenue degli anni 60? L’ennesima App, che vi dirà che siete sacrificabili.

24 pensieri riguardo “The Pledge.

  1. Ciao! Ho visto la tua risposta al mio commento nella pagina dell’allegropessimista e ho provato a replicare al tuo Battisti con il Gaber del “Truccamotori”, ma penso che sia finito nello spam 🙂

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  2. Se abbracciamo il movimento del “futurismo” agli inizi del 1910 ci si rende conto perché abbiamo questa fissa di vedere “cosa sarà” per dirla alla Lucio Dalla …

    Il ventesimo secolo è stato invaso da un nuovo vento, che portava una nuova realtà: la velocità… bruciando tutto ciò che era passato… in modo da non avere più rapporti con esso per concentrarsi così sul “dinamico” presente. È vero, é ideologia pura ma secondo me … macchine volanti etc etc arrivano da lì. E continuiamo sempre perché adesso abbiamo la scadenza del 2100… nel frattempo qualcosa facciamo … vedi Marte e poi … no, quella era Napoli! Dobbiamo per forza della natura accettare la velocità del pensiero e dell’immaginazione. Ci tiene in vita.

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