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Ностальгия

Nostalghia. I russi malinconicamente si chiedono…dove è finito il mio adorato Mac? Il prossimo Mac potrebbe essere Mac Don dal nome del fiume, basta togliere un po di lettere. Ma in fondo che ci vorrà mai a fare un panino? Per fare un panino, innanzitutto ci vuole il grano…e io voglio che me lo paghi in Rubli. Morti, distruzione, menzogne di ogni tipo sulla santità di uno e la demonicità dell’altro. Kirill ha le idee chiare, peccato poco in sintonia con gli altri metropoliti ortodossi. Notizie da Svobonyj: il mio amico è partito per un altro cantiere verso fine maggio farà ritorno dalla Russia. Gli affari come vedete…The Show Must Go On

Soldi, soldi che continuano a scorrere sotterraneamente alla carneficina. Elvira che dice: guarda che non possiamo andare avanti così. E lo Zio risponde: ma certo che possiamo, fammi giocare un altro poco. Ricordiamoci di questi momenti perché il mondo che abbiamo conosciuto non ci sarà più. Stiamo assistendo a un atto di una sanguinosa rappresentazione di Shakespeare. Quando tutti gli attori di questa tragica commedia saranno gonfi di potere, sangue e soldi rimarrà solo una cosa.

Nostalghia.

46 pensieri riguardo “Ностальгия

    1. Ottima direi. La Nostalghia la riserviamo per i diritti civili che nel prossimo (davvero prossimo) domani verranno frantumati. Capisco il tuo punto di vista e come lo hai declinato sul tuo blog e credimi sono con te. Non dietro di te. 😁

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  1. Non mi esprimo riguardo al post, il mondo cambia e giustamente “The Show Must Go On”.
    Però, finchè si può, visto che è stata evocata la pastasciutta mi punge vaghezza di dare un consiglio per chi è di Roma o per Roma passa. Sora Lella ok, ma è un tantino inflazionata… se volete davvero mangiare una cosa memorabile nella sua semplicità, spostatevi di poche centinaia di metri, nella parte meno “battuta” di Trastevere.
    Piazza di Santa Cecilia, ristorante “Roma Sparita”.
    Provate la cacio e pepe. Fidatevi e provatela. Tonnarelli all’ uovo conditi in maniera equilibratissima e in porzioni abbondanti. Non ve ne pentirete. E’ la migliore in assoluto a meno che non ve la facciate da soli.
    Ottimo anche l’antipasto a buffet, i carciofi alla giudia e le carni. Una volta facevano anche la pizza come si deve, ma recentemente hanno tolto il forno a legna e si sono persi qualcosa. Però non potevano fare altrimenti, gli hanno rotto le palle con la canna fumaria, amen.
    Al termine (da chiedere sempre prima se c’è e nel caso farsene mettere da parte un po’) da gustare il magnifico pasticcio di mele in crosta di pastafrolla, fatto rigorosamente in casa, che vi riconcilia col mondo.
    Consigliata la prenotazione 065800757

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      1. Quasi ora di cena, quindi torno a bomba.
        Non sia mai detto che lascio le cose a metà.

        Io ti dico come faccio io, se vuoi cimentarti poi mi farai sapere.
        La “ricetta” (parolone, dato che la cacio e pepe è uno dei piatti più semplici al mondo) viene da una tale signora Settimia Spizzichino, nota alle cronache per altri motivi ma nota a me perchè lavoravo col nipote e spesso, trafficando al centro, ci capitava di andare a mangiare a casa sua.
        Veniamo al dunque…

        Occorrente:
        – 100-150 grammi di tonnarelli all’ uovo freschi per persona;
        – Un bel tocco di due etti di pecorino romano “medio”, non troppo giovane. Riferimento sul dove acquistare senza errori in commento precedente. Due etti non serviranno tutti per la pasta, ma mangiarsi intero quel che resta è un piacere.
        – Pepe nero in grani (anche qui, consigliata varietà “Tellicherry”, grani piccoli ma potente. Consiglio per l’acquisto già dato).
        – Macinapepe regolabile.

        detto questo, metti a bollire un bel pentolone d’acqua, nel frattempo in una scodella gratta il pecorino (un etto per cominciare). In un altra, macina il pepe avendo l’accortezza di farne una metà quasi in polvere (macinino regolato “stretto”) ed un’ altra metà un po’ più grossolano. Unisci il pepe al pecorino grattugiato, la proporzione ottimale è 4:1. Ogni 4 cucchiaiate di pecorino grattato, una di pepe. diciamo che 4+1 a persona è una dose accettabile. Mischia il tutto a secco nella scodella, il pecorino e il pepe devono diventare una miscela indistinguibile.

        Trasferisci il condimento in un padellone (un saltapasta a bordo alto sarebbe ottimale, è lì che andrà a finire il tutto, tieni conto anche del volume della pasta). NON SCALDARE la miscela in alcun modo. Il fuoco sotto glielo accenderai alla fine.

        Quando bolle l’acqua, aggiungi sale grosso. Un cucchiaio pieno basta e avanza, non esagerare perchè il pecorino ci metterà del suo, se viene troppo salata poi fa schifo.

        Butta i tonnarelli. Mediamente ci mettono 3-4 minuti, assaggia spesso perchè quando sono quasi cotti (la consistenza è a piacere, quindi lo decidi tu), dovrai prendere una tazza dell’ acqua di cottura. Prendila grossa, ti servirà. E’ fondamentale che tu la prelevi all’ ultimo momento, perchè è lì che è carica di amido. Velocemente, mettine un po’ nel padellone con la miscela pecorino – pepe e gira con cucchiaio di legno o silicone, quel tanto che basta a sciogliere un po’ il pecorino. Meglio troppa che troppo poca, deve sciogliersi in crema, NON addensarsi.

        Scola i tonnarelli (ultima occasione per prendere altra acqua di cottura se prima non ne hai presa abbastanza).

        Accendi il fuoco sotto il padellone (fiamma media) e mettici i tonnarelli.

        Ora è solo un lavoro di mestolo: gira, gira, gira velocemente per amalgamare il tutto. Se vedi che si asciuga troppo aggiungi acqua di cottura e continua a girare. Alla fine ogni singolo tonnarello deve essere avvolto nella crema di pecorino e deve rimanerne abbastanza da far “scivolare” tutto.

        Metti nei piatti – preferibilmente riscaldati – e vai così. Qualcuno preferisce aggiungere una spolverata di pecorino dopo l’ impiattamento, ma va a gusto. L’ importante è mangiarli caldi.

        Poi mi dirai. 😉

        Nota: al ristorante che ho menzionato, fanno una cosa in più: a casa è troppo sbattimento, ma volendo si può provare. Confezionano prima delle “scodelle” fatte con un mix di parmigiano e pecorino grattugiati, scottate in apposito padellino alto. Un po’ croccanti e compatte quanto basta a contenere i tonnarelli. Poi te li servono nelle scodelle in questione. Una volta finita la pasta, attacchi la scodella.

        Fame ? 😀

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      2. Lungi da me tal desiderio, mio caro… anzi, la mia volontà è quella di vederti soddisfatto.
        La tendenza innata alla condivisione delle conoscenze e delle esperienze che ritengo possano esser utili è mirata a quello e solo a quello.
        Qualsiasi sia il tuo problema, ammesso che tu ne abbia, una cacio e pepe fatta bene non ha mai ucciso nessuno: tieni conto che chi ti scrive ha orridi valori di colesterolo tenuti faticosamente a bada, ma siccome “est modus in rebus” e le modiche quantità non sono mai nocive, a meno che tu non ci faccia colazione tutti i giorni non avrai a temere.

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    1. Se hai modo di rimediare dei tonnarelli all’ uovo decenti, del pepe nero “tellicherry” e un pecorino come si deve, ti dico come fare da te.
      Per i tonnarelli, affidati ad un negozio di pasta all’ uovo. Per il pepe, rimanendo in zona trastevere testaccio, vai all’ Emporio delle Spezie in via Luca della Robbia, 20 (testaccio), per il pecorino a occhi chiusi all’ Antica Caciara, via S. Francesco a Ripa 140. Il pepe va preso in grani (ti servirà un macinino regolabile per farlo più o meno fino), ed il pecorino rigorosamente pezzo intero, da grattugiare sul momento. Quello che avanza te lo magni a tocchi.

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  2. Nostalghia mi riporta ad un film che mi ha colpito moltissimo, proposto da una persona particolare, che la prima volta non capii ma che dopo mi fu molto caro come una reliquia. Chissà gorse rimarranno solo reliquie di questo mondo folle…

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      1. Qualche tempo fa spiegai ad un signore irlandese che alcune di noi donne magari preferiscono il mostro Dracula al principe azzurro. E’ davvero così difficile far capire che non siamo tutte uguali? E comunque non è che mettere un commento equivale ad una proposta oscena. 🙂

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  3. Questa guerra è logorante per tutti e non oso immaginare per gli Ucraini. Mi dispiace molto anche per il popolo russo, costretto a sottostare ai voleri di un dittatore che, attraverso un propaganda costante, si è messo alla luce del popolo come un salvatore. Ho degli amici in Russia che sono molto scontenti di quello che sta succedendo e sono onestamente preoccupato per loro.

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